L’avvocato opera oggi in un contesto in cui le richieste di velocità ed efficienza da parte del cliente non ammettono dilazioni. Ma la necessità di risposte in tempi contingentati non può essere soddisfatta venendo meno al rigore, all’analisi ed all’affidabilità che la professione legale impone. In questo quadro, l’intelligenza artificiale può venire in aiuto del professionista, in particolare per la nuova generazione di avvocati.
Ne abbiamo parlato con Claudia Iacobino, Avvocato del Foro di Torino e Presidente di AGAT, in occasione della partnership stretta tra Doctrine e AGAT nel 2025.
Per l’Avv. Iacobino, la routine professionale è un costante esercizio di equilibrio. Lavorare con aziende ed imprenditori, richiede un grado di attenzione e rigore elevatissimi, ma soprattutto una capacità di risposta immediata: “il mio intervento deve essere dato oggi per ieri, quindi mi si richiede un grado di attenzione molto elevato, una capacità di argomentazione logica molto serrata, soluzioni pratiche, soluzioni molto veloci e risposte altrettanto rapide”.
Di fronte a queste esigenze, l’IA e i tool come Doctrine si rivelano strumenti indispensabili, “soprattutto in termini di risparmio di tempo”, consentendo di velocizzare sensibilmente l’accesso o l’organizzazione all’informazione giuridica.
Non va certamente sottovalutata l’esperienza umana, né la complessità strategica del ragionamento giuridico, che non possono, né devono aver vocazione ad essere sostituite da un algoritmo, la cui assistenza va imperativamente associata ad un momento di verifica dell’output fornito.
“Un bravo avvocato, che sa usare bene un tool di intelligenza artificiale, diventa molto performante!”
L’utilizzo ideale si realizza nel momento in cui “un bravo avvocato [sappia] usare bene un tool di intelligenza artificiale - [è lì che] diventa molto performante!”
Vedendo gli sviluppi che le soluzioni di IA giuridica hanno conosciuto negli ultimi anni, la Presidente di AGAT si vuole fiduciosa sulle evoluzioni future di tali strumenti: “da qui a due anni, un’intelligenza artificiale [...] sarà un alleato straordinario per gli avvocati, soprattutto per i giovani avvocati, perché sta per avvicinarsi all’esercizio della professione forense una generazione di nativi digitali che, secondo me, sapranno usare perfettamente questi tool, e che saranno imbattibili. Probabilmente, grazie a questo, sapranno anche ricavarsi una fetta di mercato importante”, che potrebbe rivelarsi meno accessibile da parte di avvocati meno avvezzi all’integrazione di soluzioni tecnologiche nel proprio flusso di lavoro. “Vedo grandi prospettive di crescita per i giovani avvocati”.
In tal senso, l’evoluzione tecnologica non è solo una sfida, ma ha il potenziale di costituire un vero e proprio volano per la giovane avvocatura, che resta una categoria di professionisti ancora oggi vulnerabile, in particolar modo sotto il profilo economico: “probabilmente riequilibrerà una situazione che in questo momento vede l’ago della bilancia [...] pendere molto di più da una parte che non dall’altra”.
Se, da un lato, l’IA può rappresentare un’opportunità per ridare vigore ai professionisti più giovani, che si ritrovano con una barriera d’entrata, non bisogna sottovalutare il rischio di ritrovarsi in un mondo a due velocità: “bisognerà ragionare in termini di inclusività dell’intelligenza artificiale, perché al momento l’utilizzo di questi strumenti crea una discriminazione, perché non sono accessibili a tutti - economicamente si crea una cesura tra chi può permetterseli e una fetta di professionisti che, invece, hanno risorse più limitate di altri”. Una distorsione analoga la si vede oggi tra avvocati autonomi e studi legali di più grandi dimensioni: “i grossissimi studi hanno addirittura sviluppato dei software di intelligenza artificiale interni [...] ovviamente parliamo di realtà che hanno una capacità di spesa molto diversa da quella del singolo avvocato giovane che, magari, ha appena avviato il proprio studio”.
In questo scenario si inserisce, dunque, la partnership tra Doctrine e AGAT, la prima di questo tipo conclusa in Italia, il cui scopo è proprio quello di abbattere la barriera dei costi d’accesso all’IA giuridica, permettendo di ottenere una licenza ad un prezzo agevolato.
“Doctrine si sta collocando in maniera molto virtuosa in un mercato complesso”
Una scelta guidata da un obiettivo comune di rendere più accessibile il diritto e la tecnologia ad esso applicato: “Doctrine [...] si sta collocando in maniera molto virtuosa in un mercato che non è facilissimo”, conclude l’Avv. Iacobino.
Intuitività ed accessibilità sono un punto di forza, che sposa la visione di un’avvocatura moderna, efficiente, ma allo stesso tempo consapevole delle dinamiche di equità ed opportunità del panorama giuridico odierno.